18 maggio 2008

spazzatura elettronica



L'impatto ambientale dell'alta tecnologia è fortissimo sia per le emissioni di Co2 - nella fabbricazione, utilizzo e smaltimento - sia per il problema dei rifiuti elettronici.
Le stime dell'Onu parlano di 20/50 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici ogni anno. Della maggior parte di questi si perdono le tracce. Esiste un mercato dei rifiuti elettronici molto pericoloso: i paesi ricchi se ne sbarazzano vendendoli, a prezzi molto più bassi di quanto costerebbe loro smaltirli, ai paesi privi di leggi che tutelano i territori. La ong Basel Action Network lavora per combattere l'esportazione dei rifiuti elettonici e tossici dai paesi industrializzati a quelli poveri. Dalle sue inchieste emerge che in particolare India, Cina e Nigeria stanno diventando discariche a cielo aperto. Le persone del posto, anche bambini, lavorano senza nessun tipo di protezione in queste discariche tossiche per recuperare i materiali più preziosi. Poi computer, televisori e telefonini vengono bruciati a cielo aperto, liberando sostanze tossiche che hanno conseguenze devastanti sull'ambiente e sulla salute delle persone.
Il problema dev'essere ripensato a monte: costruire prodotti con materiali non nocivi e progettati per essere facilmete riparati e disassemblati. Soprattutto dev'essere chiaro che ogni prodotto elettronico diventa un rifiuto da smaltire quindi il problema è la quantità, bisogna puntare sulla qualità e sull'efficienza, produrre il meno possibile e prendersi la responsabilità dello smaltimento, a casa propria.

15 maggio 2008

Mooncup


Questa è la rivoluzione, per le donne.
Una "coppetta mestruale" invisibile, pratica e sicura. Parlo come un messaggio promozionale perché sono davvero entusaiata. Niente più assorbenti che inquinano, costano, e non sono salutari al 100 per cento - visto che vengono sbiancati con prodotti chimici. Hai la tua coppetta in silicone anallergenico e sei tranquilla, per anni. Nessun filetto che - in acqua per esempio - ti mette a contatto con batteri esterni, niente più irritazioni. Nessuna valletta la sponsorizza, quindi è molto poco conosciuta e venduta solo in una trentina di negozi in Italia. Il distributore ufficiale è La Bottega della Luna. E' davvero l'unica soluzione per non inquinare, se non si vogliono utilizzare stracci che poi si devono lavare.
L'Internazionale ne ha parlato circa un anno fa nella rubrica Ethical Living in "E' ecologico usare i tampax?", un articolo molto interessante.

14 maggio 2008

Un 8 per mille più democratico

Io non trovo giusto che l'otto per mille si possa devolvere soltanto alla Stato oppure a una confessione religiosa, mentre a lottare per il cinque per mille siano tutte le Onlus, le associazioni di promozione sociale, le università, gli enti della ricerca scientifica e sanitaria. E tanto meno posso accettare che l'otto per mille vada in gran parte alla Chiesa Cattolica, perché non mi viene in mente nessuna multinazionale più ricca di questa. Quindi ho subito firmato l'appello "Un 8 per mille più democratico" con cui si chiede a tutti i contribuenti di devolvere l'otto per mille alla Chiesa Evangelica Valdese.

Culture Jamming


Càpito in www.adbusters.it e leggo "La pratica del Culture Jamming (interferenza culturale) consiste nel trarre spunto dalle campagne dei grandi marchi internazionali stravolgendone il messaggio originario attraverso l'ironia, il paradosso e lo straniamento.Lo scopo è quello di evidenziare le strutture del potere e valori socialmente, ecologicamente e culturalmente negativi che si annidano nel mondo della comunicazione e in particolare nei messaggi pubblicitari delle grandi corporations globali". E mi viene in mente un video che conosco molto bene, che stravolge quello della Dove, saponette, bagnoschiuma, shampoo, per intenderci. In uno spot della Dove una mamma parla con sua figlia per metterla in guardia dai messaggi - che riceverà da tutti i media - che riguardano la bellezza. Per la bellezza autentica, quella delle forme, non delle ossa, del sorriso, della purezza. Soprattutto il messaggio che la mamma vuole dare alla figlia è quello dell'accettazione di come si è, di non pretendere la perfezione, la bellezza malata e frustante. Bello, bellissimo tutto questo. Però la bellezza è anche del mondo, della natura, degli habitat, delle foreste pluviali, delle torbiere indonesiane. Il marchio Dove appartiene alla multinazionale Unilever, come anche Flora, Algida e moltissimi altri. Dentro i prodotti dell'Unilever - margarina, gelati, saponi, detersivi - c'è l'olio di palma che proviene in prevalenza dalla Malesia e Indonesia. Qui succede che, per lasciare spazio alle piantaggioni di palma da olio, le foreste preesistenti (torbiere) vengono distrutte e bruciate. Quindi: emissioni di Co2 in grandissime quantità (quelle che erano trattenute delle torbiere più quelle degli incendi) e distruzione dell'habitat per moltissimi animali, tra cui gli oranghi che se tutto questo non si fermerà si estingueranno in una ventina d'anni. Nel sito Deforestazionezero.it - di Greenpeace - si trovano tutte le informazioni e le foto agghiaccianti.

Al concerto di Tricarico

Il concerto di tricarico. Finiti i biglietti on line. Comprati all'ultim'ora. Spettacolare, lui è geniale. La band che lo accompagnava, non so, credo l'abbia incontrata a qualche festa dell'unità che suonava gli Halloween, musica aggressiva, deve essergli piaciuta e così si son trovati ieri insieme sul palco, al Circolo degli artisti. Loro erano super contenti, secondo me non ci credevano neppure loro, che stavano suonando "buongiorno buongiorno io sono Francesco". Non è che non c'entrassero niente con lui, solo, come dire, un altro stile, una diversa carica o potenza o impatto. Anche il pubblico strano, vario. Sono a Roma, per questo Tricarico fa un tour e posso andarlo a vedere, i Baustelle fanno un tour, e posso andarli a sentire, Gogol Bordello viene in Italia, ci posso andare, e insomma, finché non rimango senza soldi. Era emozionato, così mi sembrava, Tricarico, tanto emozionato che a un certo punto ha detto: "Vorrei dire qualcosa…ma sono senza parole". È un grande Tricarico e ha fatto il bis ricantando davvero una canzone, per la seconda volta, e tutti la sapevano. L'ha anche portata a Sanremo questa canzone, ma non credo che la gente la conoscesse per questo, per esempio io mica l'ho sentito a Sanremo, mica ho seguito Sanremo. Anche se è stato ospitato anche Ben Harper quindi avrei potuto vedermelo. E una notte mi sono addirittura svegliata, tipo alle cinque del mattino, perché dei ragazzi sotto casa strillavano "Voglio una vita tranquilla" e ce l'avevano nell'autoradio a tottu pompa, e mi hanno svegliata, però non mi sono incazzata perché ero felice che i ragazzi cantano di notte, alle cinque, la canzone di Tricarico che praticamente vuole una vita opposta a quella che voleva Vasco più o meno alla sua età, e per fortuna non si muove come lui quando canta. Insomma, questo il mio racconto del concerto di ieri, quello dei Baustelle è meglio che non lo racconti.

Visto che mi sono ricordata che in Sardegna, e forse non solo, si dice più spesso "Vaffannapoli", anziché "vai a quel paese" e la mia amica Maria Carla c'è rimasta piuttosto male, metterò ora il testo di una canzone di un napoletano che era davvero avanti, direi geniale, se non l'avessi già usato per Tricarico:

Ho Torero!...
cu' sti basette a' sudamericano,
cu' 'nu sicario avana e 'a cammesella 'e picche'!..
Torero!...
Torero!...
Ole'!...
Tu pierde 'o suonno 'ncopp''e giurnalette
e mamme te minaccia
e patete s'arrangia.
Te fanno gira' a' capa sti ''fumette,''
guardannote 'into' 'o specchio
vuoi fare il Toreador
comme fanno a Santafe',
comme fanno ad ''Ollivud"
e cu' sta scusa, oi ni, nun studie cchiu'!...
Ho! Torero!
te si' piazzato 'ncapo stu sombrero,
dice che si' spagnuolo e nun e' overo
che nacchere 'in t''a sacca vai a balla'
mescolando bolero e ''cia'-cia' " chi vuo' 'mbruglia'!
Torero!..
cu' sti basette a' sudamericano
cu' 'nu sicario avana e 'a cammesella 'e picche'!...
Torero!...
Torero!...
Ole!..
te fatto 'a giacchettella corta, corta,
'o cazunciello astritto
e 'o ricciurillo 'n fronte
te ride 'a gente areto e nun te 'mporta
ti senti un Marlon Brando
che a spasso se ne va
per le vie di Santafe'
per le strade di "Ollivud."
e 'a 'nnammurata toia nun te vo' cchiu'!...
Ho Torero!...
e levatillo 'a capo stu sombrero,
nun si' spagnuolo e nun si' cabballero...
sti nacchere tu nun 'e saie suna'
e sti nacchere tu che ne 'a fa?... belo 'e mamma!...
Torero!..
cu' sti basette a' sud americano,
cu' 'nu sicario avana e 'a cammesella 'e picche'!...
Torero!...
Torero!...
Ole!...
Ho!
Torero!...
cu' sti basette a' sud americano,
cu' 'nu sicario avana e 'a cammesella 'e picche'!...
Torero!...
Torero!...
Ole!...
Ole!...